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Le zanzare in giardino: tutti i rimedi da adottare in caso di infestazione

La presenza di zanzare in giardino è sicuramente un aspetto negativo, che può rovinare tante serate estive. Ma sono molti gli interventi che possiamo effettuare per limitare ed eliminare il problema, sia preventivamente sia in caso di infestazioni.

Se le zanzare sono il nostro nemico, il primo passo per sconfiggerle è conoscerle bene. Le Zanzare Tigre, per esempio, non sono delle grandi volatrici e se trovano facilmente ospiti da pungere e specchi d’acqua per deporre le uova, normalmente non si spostano dal luogo in cui sono nate. Questo significa che se avete zanzare in giardino, probabilmente le state allevando involontariamente, creando le condizioni ottimali affinché possano vivere e moltiplicarsi.

Come molti altri insetti, le zanzare compiono nel corso della loro vita una vera e propria metamorfosi: passando dall’uovo, allo stadio larvale, per poi diventare zanzare adulte. Gli adulti per sopravvivere si cibano di nettare, soltanto le femmine pungono perché hanno bisogno del sangue per la maturazione delle uova. Nel corso di una vita, una zanzare femmina depone varie volte e ognuna può arrivare fino a 100 uova. Vengono deposte all’asciutto e possono resistere per diversi mesi: si schiudono soltanto quando vengono sommerse dall’acqua, per esempio in seguito a una pioggia o un’annaffiatura. Dalle uova escono le larve, totalmente diverse dagli adulti, che compiono tutto il loro sviluppo in acqua.

ZANZARE IN GIARDINO: ELIMINIAMO I FOCOLAI LARVALI

Il primo passo dunque è rendere inospitale il nostro giardino alle esigenze delle zanzare. Abbiamo visto che le larve hanno bisogno di restare immerse completamente nell’acqua per il loro completo sviluppo e sappiamo che normalmente per passare da uovo a zanzara adulta è sufficiente 1 settimana e un minimo di quantità d’acqua. Quindi qualsiasi contenitore, anche di piccole dimensioni, in cui l’acqua ristagna per più di 7 giorni consecutivi è una potenziale fonte di pericolo, cioè un focolaio larvale.

È sufficiente fare un giro nel giardino con occhio attento, per scoprirne molti che non consideravamo. Ecco quelli più frequenti: abbeveratoi per animali, vasche per gli uccellini selvatici, annaffiatoi, secchi, fusti e bidoni utilizzati per l’irrigazione del giardino, grondaie intasate, cavità negli alberi che in caso di pioggia possono trattenere acqua, sottovasi, pneumatici usati, piante in idrocoltura, fontane e laghetti ornamentali, tombini e griglie per la raccolta per l’acqua piovana. Infine non dimenticate i teli di plastica:  magari utili per proteggere l’orto, ma se lasciati sotto la pioggia creano tante perfette micro piscine per lo sviluppo delle larve di zanzara.

In alcuni casi possiamo risolvere il problema con il buon senso: per gli abbeveratoi è sufficiente sostituire l’acqua almeno ogni 5 giorni, cioè prima del completo sviluppo della larva che di solito richiede 7 giorni. I sottovasi devono essere svuotati dopo l’irrigazione e se i vasi sono posizionati in giardino metteteli direttamente sull’erba evitando i sottovasi.

In altri casi, in cui è impossibile evitare ristagni d’acqua, come le piante in idrocoltura, i laghetti ornamentali, i tombini o i fusti per la raccolta dell’acqua piovana, è importante utilizzare dei larvicidi. Disponibili in comode pastiglie, è sufficiente depositarle nei possibili focolai per fermare lo sviluppo delle zanzare sul nascere. Chiaramente in caso di pioggia, se l’acqua piovana dilava la pastiglia, dovremo ripetere l’intervento.

I larvicidi sono prodotti che non danneggiano l’ambiente, il verde o gli altri animali. Gli stessi Comuni prevedono annualmente interventi con larvicidi nei terreni pubblici e nelle zone maggiormente colpite, esistono specifiche ordinanze che rendono un dovere per la famiglie l’attività di prevenzione.

Eliminare le zanzare sul nascere, cioè evitando ristagni d’acqua e prevedendo un’azione periodica con i larvicidi da febbraio a novembre, è sicuramente la soluzione più ecologica per risolvere il problema delle zanzare.

COSA FARE IN CASO DI INVASIONE: COME DISINFESTARE IL GIARDINO

Oltre alle tante fonti d’acqua presenti in giardino di cui abbiamo appena parlato, dobbiamo anche considerare che il verde crea zone umide e ombreggiate anche in estate: luoghi perfetti per le zanzare. Cespugli, siepi, pergolati ricoperti di rampicanti e zone ombreggiate del giardino sono tutti luoghi in cui le zanzare tendono a nascondersi.

Di notte le zanzare vi pungono? Quando innaffiate il prato alla sera venite assaliti dalle zanzare? Quando organizzate una cena all’aperto è immancabile che qualcuno venga punto? Se avete risposto “sì” a tutte queste domande significa che il vostro giardino è infestato dalle zanzare.

In questo caso, dovremo in primo luogo avviare un’azione larvicida in modo da eliminare sul nascere quelle che tra 7 giorni saranno zanzare adulte: ricordiamoci che si riproducono con il caldo quindi, indicativamente in Italia, gli interventi larvicidi devono essere condotti da febbraio a novembre. Inoltre dovremo affiancare un’azione adulticida per eliminare le zanzare adulte già presenti.

In questo caso dobbiamo valutare le dimensioni del giardino e il grado infestazione. Se si tratta di un piccolo giardino e di un’infestazione modesta, possiamo risolvere il problema utilizzando degli insetticidi pronti all’uso da nebulizzare sulle piante, sulle siepi e nei luoghi dove le zanzare si manifestano. Su gazebi o pergolati, meglio utilizzare il classico spray anti zanzare: producendo una nebulizzazione più fine rispetto a un irroratore, raggiunge meglio tutti gli angoli e non bagna.

 

Si siamo invece in presenza di un’infestazione importante, dobbiamo ricorrere a un insetticida concentrato in micro emulsione acquosa a triplice azione: abbattente, snidante e residuale. Si tratta di un prodotto che deve essere diluito con acqua (pochi millilitri per litro, ma seguite sempre le indicazioni del produttore riportate sull’etichetta) e vaporizzato attraverso pompe a spalla, pompa pressione manuali o atomizzatori. Anche in questo caso, vanno trattate le zone preferite delle zanzare, come siepi e luoghi umidi, e quelle in cui notiamo la maggiore presenza.

Gli insetticidi residuali devono essere distribuiti soltanto nelle zone realmente frequentate dalle zanzare: si tratta comunque di un prodotto chimico che deve essere utilizzato in modo consapevole.

L’azione residuale fa sì che sulla vegetazione l’azione insetticida si prolunghi per molti giorni anche dopo il trattamento, andando a colpire tutte le zanzare che cercheranno rifugio.

 

Si ringrazia per l’articolo www.ilgermogliocoop.it

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